Vita da Media PR:

io la vivo così... 

La vita di ognuno di noi è la somma delle esperienze vissute.

Tutte servono. Nessuna merita di essere dimenticata.

Le belle esperienze, quelle che mi hanno fatto sorridere e mi hanno gratificata (per fortuna non sono mancate e continuano a non mancare), mi permettono di credere ancora nella forza della comunicazione e nel prestigio di questa professione.

 

Le brutte esperienze, quelle che mi hanno fatto piangere e arrabbiare, mi hanno reso una "cattiva sana", capace di controllare il business e di dire "no, grazie!". "No, grazie!" alla negoziazione, perché il lavoro è la somma di tempo, studio, dedizione, energie e ha un costo.

Possono esserci accordi preventivi, dunque, ma non può esserci un preventivo discusso all'osso e tagliato con la cesoia. Non è un argomento che mi interessa. Un buon lavoro prevede un investimento all'altezza, che permetta di mettere a giro buone e sane energie, attraverso la creazione di reti virtuose. Un cattivo lavoro fa male prima a me e poi a chi sceglie di affidarmi la sua comunicazione.

Ma prima del conto corrente ad animare la professione dell'ufficio stampa deve esserci la passione unita al rispetto e alla voglia di rendere il progetto che ci è stato affidato un grande successo. Per poter curare con attenzione l'ufficio stampa di un artista o di una realtà è necessario conoscere le regole del desk, avere la capacità di rispondere in tempi rapidi alle esigenze dei giornalisti e avere la naturale inclinazione alla regia. In palcoscenico, l'ufficio stampa deve metterci quello che sta comunicando, non se stesso! 

Tra tutte le letture fatte, quella a cui sono più riconoscente è Blue Ocean Strategy (2005). W. Chan Kim e Renée Mauborgne mi hanno insegnato a stare lontana dall'oceano rosso della concorrenza e a creare il mio oceano blu. E così, mentre tanti si chiedono cosa sia un ufficio stampa (coltivando, peraltro, la convinzione che lo possa fare il cugino; o cavalcando la perversa e stupida onda del "che ce vo?"), io ho cercato di capire come mettere insieme tutti i miei studi e la mia formazione professionale (una laurea in Scienze Politiche all'Università L'Orientale di Napoli, tanta gavetta nelle redazioni di quotidiani, radio e tv, l'esame di giornalista professionista e collaborazioni importanti come quella con la redazione de Il Mattino), le mie inclinazioni naturali (mi piacciono le persone e le cose belle; mi piace studiare; mi piace leggere; mi piace ascoltare musica (tanta musica... tutta la musica) e mi piace immaginare strategie che vadano oltre il lavoro giornalistico) e ho scoperto una passione per il marketing "romantico" (fatto di emozioni e non di numeri... se ti emozioni, i numeri vengono da sé).

Ho tante passeggiate meravigliose nell'anima. Tanti progetti di altri in cui ho creduto e a cui ho instancabilmente lavorato. Tanti progetti, tra cui ha trovato poi spazio un mio personalissimo progetto: Gloss (Rogiosi, 2012), un giallo glam in cui ho unito le mie passioni per i racconti noir e per la moda. È proprio Gloss, con le sue evoluzioni (romanzo e book tour, graphic novel, spettacolo teatrale) che mi ha fatto scoprire la parte più folle e creativa di me, togliendo il gesso alla donna nata sotto il segno della Vergine e lasciando respirare la Bilancia.

Ora, letto un po' di me, se pensi che la voce "comunicazione" sia un sano e giusto investimento (e non un costo da maledire) che influisce positivamente sul fatturato aziendale e la consideri un valido strumento per costruire un'impeccabile brand reputation, possiamo entrare in contatto!

 

Non vado dove mi porta il cuore. Porto il cuore ovunque vado. E dunque le aspettative sono alte!  (Francesca Scognamiglio Petino).

 

Francesca Scognamiglio Petino

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