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  • Francesca

#CaosComunicazione. Attenti ai bluff!

Aggiornato il: 10 lug 2018

Si, certo. Capisco che #comunicare è una cosa divertente ma non è un gioco. Richiede #studio e #strategia. Richiede #ricerca. Richiede #aggiornamento continuo e una #tensione produttiva a tal punto alta che, quando ha portato a casa l'ultimo risultato atteso su un progetto, si sente svuotato e ha un calo adrenalinico di cui neanche riesce a godere. Perché il #comunicatore è già su altro!

Mettiamo ordine tra le figure che popolano il colorato e allegro mondo della comunicazione. Esistono i #giornalisti che hanno la passione della #ricerca, della #scrittura e del #racconto. E anche dell'#inchiesta (e questo è il pezzo più tosto del giornalismo). Ci sono poi gli #ufficistampa, che dovrebbero essere, per regola (e anche per legge) giornalisti, che hanno trovato una chance diversa rispetto alla redazione, e lavorano sulla brand reputation di una realtà, sulla divulgazione di un progetto, sull'immagine di un artista. Ci sono i #fotografi e i #videomaker, i maghi del tempo, gli unici che hanno il potere di fermarlo in straordinari istanti e di catturare espressioni, movimenti e voci che altrimenti andrebbero persi. E poi i #webdeveloper e i #copy (quelli seri intendo), che creano e indicizzano siti web missile. I #copy dovrebbero anche prendere il controllo e la gestione dei social, perché conoscono lo strumento bene, nei suoi algoritmi e nella sua folle gestione, e sono geniali nella creazione dei contenuti. Ecco, tutta questa gente dà forza e mediaticità. A tutta questa popolazione comunicativa si aggiunge la figura della #blogger. Che, in realtà, non ha alcun legame con tutta questa rete e appartiene alla new hera della comunicazione. Quella giocata su immagine e numeri che si trasformano rapidamente in business per chi sceglie questa linea.


La blogger è una bella donna che indossa capi, presenzia in veste di ambassador agli eventi e lavora sulla sua immagine, dando visibilità ad abiti e accessori o ai luoghi che visita. Quelle di livello sono anche tra le prime file delle fashion week più gettonate!

E la prima fila, non solo alle fashion week, è di #ChiaraFerragni, tra le 20 blogger più influenti del mondo, con i suoi 13,4 milioni di followers su Instagram. Ecco, se fossi una blogger, partirei da qua e da lei che gestisce i suoi social e li fa schizzare in alto. Irrimediabilmente bella e ora anche mamma (cosa che la rende ancora più strong), Ferragni dovrebbe essere l'ispirazione di tutte le signorine che hanno scelto di puntare sulla loro immagine. E, invece, come nell'ambiente degli uffici stampa chiunque crede che fare questo lavoro sia semplicemente avere 3 o 4 amici giornalisti e schiaffare 7 righe su un foglio da inviare agli amici, nell'ambiente delle blogger si fa strada la presunzione di potersi definire #SocialMediaManager. Non delle proprie pagine (che qualunque sia il destino o l'epilogo, restano sempre affari di chi se la gestisce) ma di quelle di altre realtà.



Chiara Ferragni (instagram @chiaraferragni)

Una blogger in veste di Social Media Manager (che paura!) porta le pagine all'agonia, poi le spinge verso il coma e poi le accompagna per mano verso il cimitero.

Torniamo ai bei tempi in cui comunicare, in ogni settore, portava i giusti risultati. Quelli vincenti. Quelli seri. E, se non siete nate Chiara Ferragni (o qualcosa che un po' le somigli almeno), lasciate perdere pure il mondo "blogger". Insomma ci vuole peso e immagine.


E ci vuole pure la volontà di costruire un oceano blu che permetta di mettere ordine anche tra le blogger, magari seguendo le naturali inclinazioni e le passioni. Tra le blogger napoletane, ce n'è una, Rossella Padolino, che sta lavorando con cura e attenzione nel settore "sport & benessere". E i risultati le stanno dando ragione. Saggia la scelta di scegliere una strada e seguirla. Questo permette di affrontare un argomento con serietà e professionalità. Essere persino pioniera su un territorio... bingo!


Rossella Padolino (instagram @rossellapadolino)


Purtroppo la confusione nel mondo della comunicazione non può appartenere al motto "vivi e lascia vivere", perché io con la comunicazione ci vivo davvero e non dimenticherò mai uno degli ultimi ingaggi. "Francesca, io mi avvicino a te con diffidenza. L'ultimo ufficio stampa mi ha seguito 3 anni fa, senza alcun risultato. Voi mi fate paura!". A lavoro concluso, il committente è diventato un amico e lavoro ancora con lui ma mi sono dovuta spaccare in 4 per rasserenarlo mentre lavoravo. Ora, visto lo scenario, dopo la piena sfiducia nel lavoro di ufficio stampa, siamo in attesa di assistere a quella che travolgerà le digital pr.


Su ogni singolo progetto creo le squadre di gente che sa fare davvero! Per tutto il resto, c'è un mondo da salvare dal bluff!


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