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  • Francesca

Napoli accende il suo Natale

Dal centro alle periferie la Camera di Commercio illumina 145 chilometri di strade e 40 piazze



L'albero con le luci in movimento in Piazza Plebiscito

Napoli si illumina, con alberi giganti, pupazzi natalizi e paesaggi fiabeschi. E si illumina proprio all’alba di una nuova era, con una giunta Manfredi per cui «Napoli è una sola, senza distanze tra centro e periferie». Nella realtà, questo avvicinamento di distanze è iniziato con il progetto Illuminiamo il Natale di Napoli: la Camera di Commercio ha addobbato a festa 145 chilometri di strade e 40 piazze, da Chiaia a Scampia. Un investimento di 2,2 milioni di euro e 50 giorni di montaggio. Napoli si allinea all’Europa e, per dare respiro ai commercianti penalizzati da due anni tragici, tra lockdown, aperture tiepide e chiusure a intermittenza, segna la data di switch on al 13 novembre. La città brillerà fino al 18 gennaio!



La facciata della Camera di Commercio di Napoli

L’accensione delle luminarie ha avuto la sua solenne cerimonia, con un countdown lanciato, nel Salone delle Grida di Piazza Borsa, dal Presidente della Camera di Commercio Ciro Fiola, insieme al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e all'Arcivescovo metropolita monsignor Domenico Battaglia. Le tre istituzioni, sul palco con 10 bambini a rappresentare le municipalità cittadine, e con un maxischermo alle spalle in cui erano inquadrati in diretta sei punti simbolici della città, hanno acceso il Natale di Napoli.

Il Sindaco Gaetano Manfredi, l'Arcivescovo Monsignor Domenico Battaglia, il Presidente Ciro Fiola

Ho girato per vedere l’effetto di strade e piazze illuminate, dopo tutti questi giorni di montaggio, attesa, polemiche (qualcuna montata ad arte e con perfidia) e veleni su un’iniziativa titanica per una città in cui le cose da sistemare sono davvero tante e sembra che mai nulla si realizzi davvero (almeno questo è quello che abbiamo imparato in 40 anni di pessimo governo cittadino, fatta qualche flebile eccezione). Se fossero state chiamate “Luci d’artista” avrei anche compreso tutti i commenti negativi ma, sin dal primo momento, si sono chiamare “luminarie” e le “luminarie” sono kitsch per definizione, come il Natale, del resto, festa esplosiva e molto sopra le righe, che tanto piace ai bambini, amanti del gioco, della gioia, dei colori e delle risate.



Le luci di Natale a Scampia

Mi allineo con la storica dell’arte Luciana Arbace, che, tra le tante voci autorevoli (per lo più schierate molto contro le luminarie, proprio perché, a mio parere, hanno fatto grande confusione tra “luminarie” e “luci d’artista”, appunto), ha commentato il progetto della Camera di Commercio in un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica Napoli, riferendosi a un famoso libro di Abraham Moles del 1979, con prefazione di Alessandro Mendini: «il kitsch è l'arte della felicità, la gente sorride, può bastare».


Ecco, in questo lunghissimo e interminabile periodo mostruoso, iniziato a marzo 2020, siamo chiamati ogni giorno a trovare un complicatissimo equilibrio tra responsabilità sociale e piccoli attimi di felicità. Li dobbiamo cercare e provare a sorridere, senza dimenticare il Natale 2020, con strade buie, negozi quasi vuoti, apertura di regali in videochiamata e nonni in lacrime. La ricerca della felicità credo sia la chiave di lettura di Illuminiamo il Natale di Napoli, con il Presidente Fiola che promette il doppio di investimento e il doppio dei chilometri per il prossimo Natale (così anche le strade che ho visto al buio brilleranno come meritano!), il Sindaco Manfredi che è pronto a non risparmiarsi per restituire alla città la meraviglia che merita (riducendo e eliminando la distanza tra centro e periferie, appunto) e l’Arcivescovo Battaglia che benedice l’iniziativa: «queste luci devono servire a illuminare Napoli, la Napoli bella, vitale, vivace che deve venire fuori, la città dei bimbi che si emozioneranno ma anche quella degli adulti che devono essere capaci di osare, di sognare».



Il mio giro ondeggia tra piazze e strade illiminatissime e strade al buio, dove bisognerà attendere il prossimo Natale per un’ondata di colore e luce. Nella “mia” Bagnoli sono comparsi due grandi pacchi con fiocco su due pali della luce nella piazza che la collega a Pozzuoli, Posillipo e Fuorigrotta, un tetto di lucine tra i viali dei Campi Flegrei e qualche luminaria in altre strade del quartiere. Dal 19 gennaio, il Presidente Fiola e il suo staff lavoreranno alla mappatura delle strade rimaste al buio, per un Natale 2022 ancora più sgargiante. Si preparino sin d’ora i grandi esperti d’arte e l’intellighenzia borghese di questa città, che continua a guardare con sdegno la periferia, arroccandosi in convinzioni che ormai suscitano solo tenerezza e non hanno ragion d’essere.


Napoli si è già innamorata dei grandi alberi di Piazza Borsa, Piazza Municipio e Piazza Plebiscito. Il Babbo Natale gigante di piazza Garibaldi e l’Orsacchiotto sulla Luna di piazza Carlo III, insieme al villaggio del Polo Nord in piazza dei Martiri e ai personaggi delle fiabe in Galleria Umberto sono diventati da ieri pomeriggio meta di fotografie e selfie, con bambini sorridenti e cittadini felici.

Il villaggio del Polo Nord in Piazza dei Martiri


Intanto, aspettiamo le proiezioni in video mapping su Maschio Angioino, Castel dell’Ovo e Palazzo Fuga, che completeranno il progetto Illuminiamo il Natale di Napoli. Le date saranno comunicate nei prossimi giorni dalla Camera di Commercio.


BUON NATALE, BUONA VITA E... chi non vuole restare qui, vada in collina (cit. Vasco, che c'azzecca sempre!)


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