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  • Francesca

SANREMO 2022/ La potenza dei Måneskin infiamma la prima serata

Meritatissima la prima posizione di Mahmood & Blanco. Sublime il tributo all’immenso Battiato. Rkomi entusiasma.



Sanremo 2022. Ieri sera è iniziato il Festival più amato e, al tempo stesso, discusso, d’Italia e questa prima serata ha avuto parecchi punti forti, anche se non sono mancati gli errori. In ogni caso, l’amore vince sulla discussione e la prima serata di Sanremo porta a casa uno share del 54%: circa 11 milioni di telespettatori (10.911.000). Amadeus costruisce un cast variegato, che propone un bel viaggio nel mondo della musica, con un enorme punto interrogativo su alcune scelte.

LA POLEMICA INUTILE. Liberiamo immediatamente il campo dalla polemica scatenata all’annuncio di Amadeus dell’Ariston a capienza 100%. I concerti devono tornare con la capienza piena e anche le discoteche, perché ormai con tre dosi di vaccino, il super greepass e i tamponi, insieme alle dichiarazioni degli esperti, per i quali OMICRON ci sta portando fuori dalla pandemia, è davvero arrivata l’ora di riappropriarci della gioia e della potenza vera del divertimento. Ne abbiamo bisogno. Però non c’è polemica sulla vicenda “Ariston al 100%”, perché è un teatro e i teatri, come i cinema, hanno capienza 100% da ottobre.


I PUNTI FORTI DEL FESTIVAL. Il tributo all’immenso poeta Franco Battiato, il momento più commovente di questa prima serata, con la sua “Cura” e il pianoforte live. I Måneskin tornano sul palco di Sanremo come ospiti internazionali e sono fortissimi. Belli, sensuali e sessuali in pelle nera per “Zitti e buoni”, il brano che li ha portati sul tetto del mondo; eleganti e sofisticati in tailleur per “Coraline”. Al di là dello stile, l’esibizione è potente e la commozione di Damiano mette il luce tutta l’artisticità vera e pura di questi ragazzi, che stanno scrivendo una bella pagina della storia della musica. Anche gli italiani Meduza (centinaia di diamante, platino e oro), con il loro genere elettronico, rendono potente il palco, aggiungendo alla loro potenza quella del cantautore e musicista irlandese Hozier. Fantastico Frassica. Importante il messaggio ecologico, con il green carpet che ha sostituito il red carpet e Ornella Muti che regala querce. Il mondo in cui viviamo è l’unico che abbiamo e dobbiamo prendercene seriamente cura. Ma Ornella Muti non è un punto forte di questo Festival… anzi. La sua partecipazione si rivela triste e senza verve.





DIMARTINO E COLAPESCE PENALIZZATI. Restando nello spazio “super ospiti”, per il secondo anno, Dimartino e Colapesce non ricevono il trattamento che meritano. Lo scorso anno gli è stato conferito il premio Lucio Dalla, un premio prestigioso, a cui il prestigio è stato tolto con la consegna nei corridoi dei camerini. Hanno dovuto scattarsi un selfie accovacciati, pubblicato poi sui loro social. Quest’anno, con una “Musica leggerissima” hit senza tempo, che ha all’attivo 5 platini e molteplici settimane in prima posizione in svariate classifiche, a loro è stato concesso il palco di Costa Toscana. Nulla di male, per carità, la nave è parte della costruzione del Festival di quest’anno, ma almeno dategli un’orchestra e non fateli esibire con la base. Il Festival di Sanremo è live e deve esserlo in ogni luogo. Sulla consegna dei premi, ieri sera si è capito che quel palco non è poi tanto in grado di gestire con solennità il conferimento di riconoscimenti importanti, se non il premio del Festival in sé. I Måneskin erano ormai andati via dall’Ariston almeno da 40 minuti quando Amadeus mostra al pubblico un premio che la SIAE aveva preparato per loro: la prima canzone depositata, scritta a mano su una foglia d’oro e incorniciata. Sarebbe stato bello avere una foto ricordo di questo momento sul palco dell’Ariston. Ma tant’è. Anche per i Måneskin ci sarà una foto ricordo del prestigioso premio SIAE da qualche parte (si spera prima che lascino Sanremo).


CARRELLATA SUGLI ARTISTI IN GARA. Condivido solo qualche posizione della classifica provvisoria della sala stampa. Dalla sesta alla dodicesima, al netto dell’ottavo posto di Rkomi con “Insuperabile”, che, nella mia personalissima classifica, è al secondo posto, immediatamente dopo Mahmood & Blanco, che, con i loro “Brividi”, si sono aggiudicati un meritatissimo primo posto (e là mi auguro che restino fino alla fine del Festival). Al terzo posto, La Rappresentante di lista con “Ciao Ciao” e al quarto, prima di Gianni Morandi, simpatico e emozionato, con la sua “Apri tutte le porte”, ci avrei messo Massimo Ranieri con “Lettera al di là del mare”. Lui, Ranieri, è un mostro sacro: quando si muove porta con sé tutta la potenza della musica e del teatro insieme. Gli si perdona anche la steccata. Non condivido il settimo posto di Michele Bravi, che con “Inverno dei fiori” poteva avere un quinto posto (ma solo per la presenza dei precedenti). Ana Mena con “Duecentomila ore” sta benissimo in dodicesima posizione, visto che Amadeus l’ha voluta su quel palco e io non ne comprendo il motivo, a dir la verità: voce inesistente, microfono pieno di effetti, testo inutile. Se proprio Amadeus aveva immaginato una presenza femminile di giovane generazione per Sanremo 72, con La Nina del Sud avrebbe fatto davvero bingo. Senza voler azzardare alcun paragone tra le due (per carità, non ci sono proprio i termini per accostarle), Carola Moccia è davvero potente, nella personalità e nell’artisticità. Giusy Ferreri ha avuto un’esibizione problematica: non ho capito se era senza voce o se il microfono non era tarato bene, ma ha cantato davvero male. Delude l’apertura di Achille Lauro con una “Domenica” che sembra una “Rolls Royce” sotto tono. Delude la musica ma non l’anima dell’artista: per chi non avesse capito il gesto del battesimo a fine performance, era un omaggio alla mamma che proprio ieri ha compiuto 61 anni (“le madri sono esseri divini”, scrive Achille Lauro sui suoi social) e a un nuovo inizio (“il palco è sempre lo stesso. Io, no”. Sempre sui suoi social). Dargen D’Amico propone una simpatica “Dove si balla”, ma a me ricorda un po’ di Tricarico e tendenzialmente mi piacciono gli artisti che sono scoperte senza rimandi. La rossa Noemi ci sta più che bene sul palco dell’Ariston, anche se “Ti amo non lo so dire” me l’aspettavo più potente, perché lei è molto più potente di quella canzone. Bene Yuman in undicesima posizione con “Ora e qui”.


SANREMO MUSICA E LIBRI. Saremo 2022 dà anche l’occasione di incrociare musica e libri. La presenza di Noemi sul palco della prima serata, dà l’opportunità alla casa editrice Rogiosi di raccontarsi attraverso i suoi libri. Noemi è tra i protagonisti del libro “C’era una (prima) volta” di Claudio Guerrini (conduttore televisivo, speaker RDS e dj), che ha chiacchierato con tantissimi personaggi, abbandonando lo stile “intervista” e scegliendo di anticipare il racconto fluido e spontaneo del protagonista con il racconto dell’incontro. Insieme a Noemi, nel libro, ci sono, tra gli altri, Enrico Mentana, Paolo Genovese, Paolo Rossi, Dario Ballantini, Michele Guardì, Giovanni Malagò, Sandra Milo, Eduardo Montefusco e Giuliano Sangiorgi. Alla vigilia del Festival, dal 25 gennaio, è arrivato sugli store digitali “Sanremo il Festival. Dall’Italia del boom al rock dei Måneskin” (D’Idee), scritto dal giornalista musicale Nico Donvito, con prefazione di Amadeus. Una bella lettura dei 71 anni di Festival (la storia di questa 72esima edizione è ancora tutta da scrivere), dove la canzone si incrocia con la storia di un’Italia che cambia e vive importanti trasformazioni epocali.




E ora continuiamo a goderci Sanremo, in tutta la sua magia, e vediamo quanto e come gli ospiti in scaletta stasera, rimescoleranno le carte del gioco.


SANREMO 2022 - PRIMA SERATA IL MIO PUNTO DI VISTA... in 5 minuti


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