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  • Francesca

Una generazione di sconvolti... senza più santi, né eroi!

Aggiornato il: 8 apr 2018

"Morirò da re!" urla l'ultima canzone dei #Maneskin. Quasi a voler sottolineare la potenza dell'apparire. Con un unico dio: il #denaro. Con un unico metro: #griffe e #motori. Con un'unica meta: la #discoteca. Con un unico modo di divertirsi: mix di #alcool e #droga. E la parentesi aperitivo! Torniamo a parlare d'amore. Torniamo a fare l'amore con la vita. Torniamo a riempire le nostre case di libri. Prendiamoci cura di una giovanissima generazione alla deriva.

Come si è arrivati a contare più coma etilici che serate di divertimento? Come si è arrivati a contare più giovanissime vite spezzate che Erasmus? Come si può tornare indietro da questo inferno? E, badate bene, non è la ricerca di un colpevole. Qua c'è da capovolgere la realtà e fare un sano viaggio indietro nel tempo. Qua c'è un'urgente necessità di ristabilire l'ordine. Di contare i soldi in tasca dei ragazzi quando escono e di insegnare loro il grande valore dell'#amicizia. Soprattutto l'amicizia. Quella grande energia che ti fa sentire un calore dentro e un senso di protezione verso l'altro. Qua, in giro, ci sono branchi (e non comitive).


Abbracciate i vostri figli, coccolateli... Urla dal più profondo e inaccettabile dei dolori Antonio Marra, il papà di Nico, che non potrà più farlo, morendo ogni giorno dentro. Come la morte ha portato via il suo Nico in una maledetta notte a Positano.

È proprio da qui che dobbiamo ricominciare. Insegnare l'amore per raccogliere amore. Sentimenti e valori. Qua si è in completa autogestione. Siamo di fronte a una generazione di sconvolti senza né santi, né eroi. Senza desideri. Non diamo loro il tempo di averne! Ritorniamo a quei sani "no" che hanno salvato la vita a parecchi di noi. Ritorniamo a rendere reale quel sano detto antico "meglio che piangi tu ora, che io dopo!".


Nessuno di noi è al sicuro. Nessuno di noi può chiudere in casa i suoi figli perché non vorrebbe dire proteggerli ma metterli ancora più in pericolo, rendendoli incapaci di distinguere il bene dal male.


Costruiamo un mondo più sicuro e smettiamola con questa immagine "famiglia Mulino Bianco" che tanto nessuno ci crede più! Quella delle feste di compleanno perfette e costose (e amanti negli armadi!).

Insegniamo ai nostri ragazzi a brillare come lanterne. Il valore e la forza di un abbraccio. Insegniamo loro a non escludere e a mettere in un angolo chi ha di meno o chi è diverso da loro. I fotogrammi restituiti da ragazzini e ragazzine troppo piccoli per stare ai tavolini di un bar con l'atteggiamento spavaldo di chi la vita se la beve; da carrelli del supermercato stracolmi di alcool spinti da minorenni che ti urlano "puttana" perché hai bloccato il passaggio delle bottiglie alla cassa; da tavoli in discoteca troppo costosi per un diciottenne; da mamme isteriche ai colloqui a scuola, pronte a inveire contro i docenti in barba a ogni tipo di educazione; e da mamme che sparlano di ragazzini coetanei dei loro figli; da papà che hanno l'aria dei padroni del mondo perché viaggiano a bordo di fuoriserie e fuoristrada. Questi fotogrammi ci restituiscono un inferno che abbiamo creato e che abbiamo il dovere di demolire. Subito!


Torniamo a farci chiamare "Mamma" e "Papà" e a essere il primo motivo importante per cui i nostri figli si alzano al mattino con la voglia di non deluderci. Amiamoli tutti. Anche quelli che non sono nostri. Sono teneri germogli in un mondo che li vuole cattivi e spietati.



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